Archivio | marzo, 2012

Silenziose solitudini urbane

26 Mar

Mentre mi da le chiavi della stanza,
Ammicca e mi dice che la tv via cavo è compresa.
Devo avere la faccia di uno
Che si chiude in camera per guardare porno sbiaditi.
Salendo le scale mi accorgo di quanto pesi
Questo maledetto portachiavi
Hanno sempre paura tu possa perdere le chiavi.

Tende di stoffa pesante,
Improbabili intrecci di rose gialle,
Sfondo blu e rosso.
Una piccola tragedia cromatica
Devo avere la faccia di uno
Che si chiude in queste stanze a vivere.

Sopporto a malapena il rumore
Assordante
Del mio scrivere andando a capo
E del traffico sotto le finestre.

È rimasto del rhum caldo,
Un omicidio del gusto.
Manca la menta,
Mancano dei mobili in questo vuoto
Di tre metri qadri.

Tornerò a casa,
Ne sono abbastanza sicuro.
Gocce di notte passano attraverso le tende,
Morirò ottimista,
Perché vivo pessimista.
Devo avere la faccia di uno che
È innamorato di tutto questo.

Solitudine urbana,
Infrasettimanale,
Programmata.

Roba per stomachi forti,
Robusti tessuti molli,
Sul tavolo ho abbandonato le chiavi e le monetine.

C’è un modo delicato per innamorarsi
Di questa solitudine,
Di questa tivù via cavo.

Guardo sulla formica del mobile del bagno,
Non fa male,
Cerco tracce di vita.

Ho vissuto per amare,
Sono morto per amore,
E mi sono ritrovato in una stanza d’hotel.
Seduto sul letto.

A pensare a tutte queste cose,
Maledetta moquette polverosa.
Ho la disperazione di un impresario,
Che trascina in giro per il mondo il suo circo.
Il mio palco,
Non ha indirizzo certo e segue il nero
Dello schermo spento di tutte le tivu via cavo.

Il mio mondo avvicina la vita,
Abbracciando viaggi e trovando poesia
Nel vuoto gigante di un aeroporto.

Devo avere la faccia di uno che viaggia per necessità,
Mi fermano sempre.
Sospettando che io possa portare qualcosa in più
Del peso di tutta questa vita.

Devo avere proprio una brutta faccia,
Se pensano che non ci sia rimedio

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Redenzione

26 Mar

Agosto adesso,
Quando tutto sembra finire insieme alle giornate,
Che smettono di aver caldo prima.
Conclusioni pigramente stirate,
Non penso di poterlo fare.

Agosto adesso,
Arrivo sempre qui,
Al confine dell’estate,
A pensare che qualcosa stia finendo.
Provo a non pensarci.

Ti ho lasciata da sola,
Ho lasciato moltissime buone ragioni,
Ho preso la strada che dalla città porta al mare.
Un cuore rotto, due cilindri e tutto il rumore che fa.

Redenzione,
Nell’acqua del mare al tramonto,
Quando tutto sembra finire insieme all’estate.
Ognuno merita musica, poesia e redenzione.

Agosto adesso,
Non pensavo di farcela,
Incamminandomi insieme alla mia valigia,
Verso l’ennesimo viaggio senza nulla da perdere.

Dio non ha creato agosto,
Io non ho mai voluto che finisse,
Ma sembra inevitabile.

Agosto adesso

14 Mar

Non mi fido di te,
Qui è pieno di ragazzine che vogliono solo ballare,
Sedute sul cofano di una cabrio.
Troppi pregiudizi,
Cristo mi segue ovunque vada,
Somme e sottrazioni di una vita vissuta al limite.
Nausea da altitudine.
Non mi fido di niente e nessuno.
Parigi è una città infame,
Basta perdere una battaglia
Per perdere tutta una guerra qui.
Silenzio,
Mentre due innamorati fanno l’amore
Proprio dentro una Mini,
Parcheggiata sotto casa mia.
Non mi fid di nulla,
Pianoforte a coda
Suono dolce,
Una canzone lunghissima.
Non ho niente da perdere,
Standomene qui,
A guardare un vaso di viole,
Nel silenzio del traffico,
Mentre due amanti,
Che forse saranno migliori amici,
Fanno l’amore dentro una Mini.
Straripa e striscia,
La mia voglia di vivere,
Non mi manca nulla.
Solo tu dicevi di morire per me,
Io non mi fido di te.

Tu

14 Mar

Non chiedermi di far l’amore.
Siamo in tre,
Io te e il mio dolore.
Non si può fare.
Mi interessa solo sapere che tu,
Vivendo, correndo, amando,
Stia bene.

Chi ti ama,
Telefonandoti,
Cercandoti,
Scrivendoti tutti i giorni,
Dovrebbe sapere che l’ho fatto anche io,

Sono stato il primo,
Non l’ultimo.
Maledetto romantico,
Ritrovo le tue lettere in quasi tutti i cassetti.
Non ricordo nulla di te,
Amo ripetermi,
Mentre profumi, sensazioni, movimenti, giorni e mesi
Mi rimbalzano in testa,
Mentre stanco gioco con i capelli,
Davanti a un portone.

Non è cambiato molto,
Tranne che me e te,
Tranne che la città,
Tranne che le nostre vite.

Spero tu stia bene,
L’ho sempre sperato.

Ma forse

14 Mar

Non c’è nessun bisogno di andare da nessuna parte.
l massimo possiamo migrare sul pianerottolo,
Non vedi che piove?

Mi piacciono i banana pancakes,
Perché mi ricordano quanto sia
Sdolcinata, inutilmente calorica,
E troppo piena di italiani che adorano dire “pancakes”,
Questa fottuta California.

Quando piove così,
Adoro tirare delle grandi righe sulla vita,
Standomene seduto a sognare il mare e un bicchiere di rhum.

Vedrai che questa pioggia ci porterà tutti i problemi,
Che maldestramente abbiamo provato a buttare.

Torneranno galleggiando nei piccoli rivoli che scorrono.
L’ansia ristagna,
Sono i problemi a scivolare meglio.

Per questo,
Fidati,
Conviene di molto,
Semplicemente stare qui sul pianerottolo.

Fumiamo qui,
Mangiamo qui,
Incontriamoci qui.

Poi, dovesse mai venire il sole,
Potremmo anche decidere di uscire.

Ma adesso proprio no.
Sono bagnati anche i faggi.
Lo so che non sono faggi.
Poveretti, non restano che pochi anziani,
Saggi come lo sciroppo d’acero sui banana pancakes,
A sapere di che razza si albero si tratti.

A noi giovani,
Piace star qui sul pianerottolo della vita,
Ad aspettare che spiova

Maledetta Margherita

13 Mar

Dice di chiamarsi Margherita,
Mentre dice di essere nervosa.
Ci siamo incontrati nel mezzo di un libro,
Al confine di una storia torbida,
Come il miglior rhum.
Ci sono storie che nemmeno Margherita conosce.
Maledetti libri,
E non smette mai di piovere.
Maledetta pioggia.
Sento vibrare la moto,
Sento il motore esplodere,
Quando corro troppo sotto i lampioni gialli.
Vorrei solo qualcuno davanti a me,
A darmi ragione di tutto il torto che ho.
C’è della meccanica,
In questa corsa.
C’è una ragione,
Maledetta,
In tutti questi errori che Margherita mi ricorda di aver fatto.

Vorrei solo scappare,
Quando corro,
Ma finisce sempre che mi fermo
Appena dopo il ponte,
Ad aspettare tutti i punti di vista
Che non avevo considerato.

Forse non si chiama nemmeno Margherita,
Maledette bionde.

Non avere rimpianti è la mia miglior musica,
Pentagramma di errori da riparare,
Melodia di corse da fare.
Le note sono tutte stonate.

Maledetta Margherita

Se avessi avuto il coraggio (prati americani)

13 Mar

Stringo la sciarpa sul collo,
Aspetto che passi questo rumore.
Cammino nei sogni di un uomo,
Cercando di non rompere nulla.
Ci ricordiamo insieme,
Di quando non eravamo nulla,
Nessuno, niente.
E ci esplodeva dentro questa voglia,
Larga come un prato,
Sincera come un cielo.

A scrivere d’amore e di ricordi,
Non si sbaglia mai.
Nessun lettore,
Ma molti pensieri.

Se io ti chiedessi,
In tutta questà oscurità,
Di non aver rimpianti.

Tu forse,
Urlando a questa luna che non serve più
A nulla,
A niente,
Mi diresti si.

Scivola via la musica,
E lenta scappa tutta la gente.
Ghiaccio, freddo, silenzio.

Rumore di vuoto,
Per noi che non eravamo niente.
Conta sempre il finale,
Maledetto finale.

Che in fondo decide di essere,
Tragedia o commedia