Archivio | giugno, 2013

Tutto tranne quello che voglio

28 Giu

C’è un uomo che dorme,
in un angolo della stazione,
a pochi passi da me,
a pochi respiri da quello che potrei essere io.
Immagina di potermi vedere,
adesso,
adesso che è molto più grande,
fa molto più male,
durerà molto di più.
C’è un uomo che dorme,
è una corsa tra maledette solitudini,
mi sento davvero finito,
adesso che è molto più grande,
fa molto più male,
adesso che i miei occhi incontrano i suoi.
C’è una donna che vende fazzoletti,
seduta in un angolo,
vestita di stracci e disordine,
la pelle consumata dagli occhi di chi passa,
nessuno prova pietà,
nessuno ha bisogno di fazzoletti.
Tutti hanno bisogno di piangere.
Tutti hanno bisogno di un futuro,
nessuno ha bisogno di un passato,
di stazioni e fazzoletti.
È una corsa tra solitudini,
io corro solo,
da quando,
non ricordo come,
tu hai deciso,
che l’abitudine abbia potuto vincere.
L’uomo si sveglia,
sicuro di non essersi perso nulla,
se non un’altra buona ragione per bere.
Io e lui sembriamo così lontani,
siamo così vicini.
La sera ci confonde,
le ragioni per bere,
neanche troppo in fondo,
sono quasi le stesse.
È una corsa tra solitudini,
ma io non ti lascerò mai sola.
Perché senza te,
non posso stare

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tu

20 Giu

tu nuda,
punto e a capo.
emisferi perfetti,
grandi vallate,
morbide colline.

tu nuda,
resisto alla pelle tesa,
ma non al silenzio della schiena,
che mi guarda complice,
finirà presto.

tu nuda,
principio e fine,
inverno ed estate,
silenzio e rumore,
semplice seguriti.

tu nuda,
pelle bollente,
animo di ghiaccio,
mi aspetti dentro a un pomeriggio,
arrivo a capire che

tu nuda,
sei il mio inizio e la mia fine

prendi tutti i pezzi di quest’anno

19 Giu

Non mollare,
piccolo amore perfetto.
Perdonami se non ti ho portato con me,
in questo bagno di ricordi.
Scorrendo, oscillando, scivolando,
ricordi che si appoggiano a un tramonto sul mare.
Farei molto di più, fosse necessario, fosse possibile,
per averti, con me in questi momenti.
Avevo dimenticato molte di queste cose,
molte di queste spiagge,
molti di questi odori.
Aspetto la luna,
seduto sul fronte del porto,
con l’acqua immobile e il legno dei gozzi,
e la luce perfetta, il caldo perfetto,
il sapore perfetto, l’odore perfetto.
Io, solo.
Avevo dimenticato com’era,
stare da solo, sospeso sul futuro,
appeso a dei ricordi.
Perdonami amore mio,
non ti arrendere,
non arrenderti mai,
amore mio.

Non ho salvato nessuna vita oggi,
ma ho ritrovato pezzi della mia,
che avevo lasciato sospesi sul mare.
Aspetto del rhum,
osservando la dolcezza di un litigio,
si vede che si amano,
come il treno ama la ferrovia.
Non potrebbero esistere uno senza l’altra.
Potrebbero, forse.
Ma senza nessun senso.
Così tu sei per me,
che mi sto lasciando cullare da questa notte,
fino quasi al mattino,
dopo un giorno di ricordi.
Di statali e di motori a due cilindri.
Quanto rumore,
fanno i miei ricordi quando si spostano con me.
Ti ho chiesto troppo,
ma mi hai dato tutto.
E provo,
tutti i giorni,
a darti quello di cui hai bisogno..
Prendo un fiore di tiglio.
Respiro, mentre mi addormento,
tutta la calma possibile di questo mio,
splendido passato.
Annuso, mentre il pensiero mi tiene sveglio,
tutta la paura di questo mio,
angosciante futuro.
Non so nemmeno dove andare,
se non qui, a ritrovarmi.
Aspetto, nessun rumore,
il presente spaventato dal futuro,
che ha dimenticato il passato.
Tu,
seduta alla mia destra,
aspetti con me.
Faremo l’amore tutta la notte,
finchè ce ne sará bisogno,
senza chiedere perchè.
Lo faremo.
Ne sono sicuro.
Lo faresti per me,
lo fai spesso per te.
Lo farai per me.
Ho vissuto troppo,
per non saperlo.
Tu sarai la mia gioia.
Solo tu.
Perdonami amore mio perfetto,
se questo è solo un sogno.
Sono seduto solo sopra sospiri e silenzi.
Cosa dirò al mio amore piccolo e perfetto,
quando tornerò,
sapendo di non voler tornare se non per lei?
Prendi tutti i pezzi di quest’anno,
metti insieme la mia vita,
tienimi con te,
tienimi con me.
Non mollare,
piccolo amore perfetto.
Sono sicuro solo di una cosa,
solo, sempre, sicuro.
Tornerò da te.
Alzi gli occhi al cielo,
ti vedo, mentre leggi quello che scrivo,
infilata in un mappamondo come coperta.
E vicino un vaso azzurro,
e vicino il traffico di tutta la città,
e sopra di te,
io.

Torno,
amore mio piccolo,
è un anno che lo faccio.
Forse non ti rendi conto,
adori lamentarti sommessa,
che questa scommessa l’hai vinta tu.
Torno.

Lo farò sempre

Maria

3 Giu

Lei vive in fondo alla strada,

vicino al ponte,

dietro a una curva,

che nel tramonto sembra non portare

da nessuna parte.

 

Sognavo,

appoggiato alle sue gambe,

di non essere esattamente io,

osservando i gelsomini mossi dal vento,

e la sera arrivare dal cielo,

fino al ponte.

 

Mi sono addormentato,

mentre la casa lentamente si immergeva nel

ballo della notte,

lasciando il buio e il silenzio,

e la bottiglia, quasi finita,

di vino bianco.

Lei ama il vino bianco,

io la notte buia,

lei ha paura ma non lo dice,

io non ho paura.

Lei guarda sempre dritto negli occhi,

io aspetto che i gelsomini si fermino.

 

E’ arrivata la mattina,

con i suoi rumori,

e il mio nuotare,

senza pazienza,

nel traffico della città.

E’ arrivato il momento di maledire

tutto quel vino bianco.

 

Mi sento stanco,

ma ne vorrei ancora.

Lei non è mai felice,

quando ci salutiamo,

io sogno di volare,

veloce,

sopra gli alberi,

e di poter tornare da lei,

ogni volta che ne ho voglia.

 

Poi non lo dico mai.

E mai lo dirò.

 

L’alba di Tutti

3 Giu

Hai un nome dolcissimo,

come un tramonto sul mare a giugno.

Io non smetterei mai di viaggiare,

il mio viaggiare,

per incontrare questo tramonto.

Mi guardo intorno,

e non ci sei,

tra tutte queste facce felici.

Di una di quelle felicità facili facili,

di quelle che si incontrano in mezzo a un bar,

pieno di gente e di rumori.

Mai mi sono sentito così perso,

così solo,

così disperatamente vivo.

Strade assolate e calde,

macchine che scorrono lente,

ora di punta per solitudini imprigionate

da scintillanti lamiere.

 

Tienimi la mano,

prendi tutti i pezzi del mio cuore,

prima che cadano nel silenzio,

e non farmi dimenticare come si possa essere,

tremendamente vivi nelle mani,

dolci,

di una donna.

Alcune parole, una volta dette,

prendono vita, camminano da sole,

verso la luce.

E’ un bene,

è un male.

L’alba di tutti,

per me che non sono nessuno.

 

 

Prendimi, portami con te,

dimmi che non sono solo,

dammi l’amore, l’acqua, il vino,

che ho bisogno adesso.

Aspettami,

rincorrimi,

correggimi,

ascoltami.

 

Raccontami una di quelle storie che le tue mani e i tuoi piedi

sanno intrecciare così bene.

Perdonami, ancora prima di sapere di doverlo fare,

ricorda che non sono nessuno.

Dolcissimo tramonto, visto dalla fine della città.

Il sole affoga nelle nuvole,

pioverà anche questa notte,

vorrei non essere qui adesso.

 

Che vento che soffia,

muove le piante forte, spaventa i bambini,

lascia disorientati i vecchi, spinge via le mie ultime forze.

 

Bentornata nel mio cuore,

dove giugno è un mese gonfio,

dolce, rosso, acido.

Proprio come una ciliegia.

Mordi il mio tempo,

prendi il mio stanco,

finito,

cuore.

Ascolta il rumore che fa,

tutta questa vita,

che brucia lentamente senza che niente la possa

fermare.

 

Ho scavato nei miei ricordi,

adesso, per trovare, poi,

il perchè il futuro possa fare così,

paura.

 

Lasciami scrivere,

non sono nessuno,

e tu aspettami,

con le tue labbra che sanno di rhum,

di dolore,

di fame,

di tutto quello che vorrei,

ogni uomo lo vorrebbe,

trovare nelle labbra di una donna.

 

L’alba di tutti,

lentamente capisco,

scusa il ritardo,

quanto tu mi stia amando.