Archivio | agosto, 2013

tienimi la mano

28 Ago

Non sono mai stato quel tipo d’uomo,
pulito.
Ricordo quante volte ne abbiamo parlato,
io e il mondo,
di quanto fosse abbastanza,
e dove fosse abbastanza.

Ho chiesto a una donna,
che non conosco,
di tenere i confini,
e ho chiesto a me stesso:
stai bene?

Rubo violini,
cerco musica,
svanisce l’egoismo,
forse non è una colpa.

Quando guidavo la nostra vita,
mi ricordo,
difficilmente ero sobrio.
E un giorno realizzo,
che lei era perfetta per me,
come un pugno può esserlo per le mie labbra.

Sogno mio figlio,
lui dorme.
E penso,
all’amore.
Ancora.

E ti chiedevo: come stai?
Ma non volevo sentire la tua voce,
rispondermi,
con un’altra notte insonne.

Cercavo le tue ali,
in cucina, appoggiati a un mobile freddo.
Ma le tue ali,
non avrebbero potuto farti volare,
nemmeno per me.

Sta succedendo adesso,
viaggio,
potrei dire di più,
dovrei non ridere.

Del fatto che ai tuoi occhi,
io sia un fallimento,
i nostri giorni insieme siano stati,
un piccolo errore dimenticabile.

Lascio le chiavi nella macchina,
parole.
Ombre,
bugie.

Guanti spessi,
blu,
per riprendere la mia libertà,
tenerla stretta tutta la notte,
discutendo con le mie ombre,
separando la mia mano
dal fuoco che la circonda.

Dolore,
lo stesso rumore di un capannone abbandonato,
lo stesso odore di un ponte di mattoni,
le stesse rivelazioni di una pelle nuova.

Ho lasciato che fosse una donna che non conosco,
a non lasciarmi pensare.
Mi alzo e mi dimentico di respirare.

Solo il coraggio,
potrà dire quando smetterà,
questa guerra.

Prenditi cura di quelli che ami,
io me ne vado,
smettendo di respirare,
dovrai stare con qualcuno differente.
Altra pelle,
se ne hai il coraggio.
Altri respiri,
se puoi riuscire ad ascoltarli.
Altro.
Che faccia meno male.
Ombra che non ritorna,
prima o poi,
tutti dobbiamo alzarci,
provando a perdonare tutto.
Io me ne vado.

Rubo rose e violini,
e li porto con me fino alla riva,
acqua fredda,
aspettando curioso,
un confine dettato.

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Hello My Dear (hope you’re fine)

26 Ago

Non dovrei riderne,

ma mi viene da ridere,

da solo mentre guido. 

Ho un solo rimpianto,

non aver fatto l’amore con te, 

in un camerino. 

Fosse questo,

pensi tu. 

Bastardo,

pensi tu. 

Solo il paradiso sa,

quando potrà smettere di piovere,

a te non resta che aspettare. 

Rido di gusto.

Poi smetto.

Se potessimo essere noi 

due. 

Soli. 

Quello era perfetto.

Una sera mi hai addirittura detto,

che avevo ragione. 

Non appena sento il ricordo,

trovo pezzi di te ovunque, 

salirmi,

ecco lì smetto di 

ridere. 

E mi tornano gli occhi tristi. 

Trovo pezzi di te ovunque,

nel sorriso di una donna, 

nelle pieghe di una tenda,

nel profumo di un gelsomino, 

nella vetrina di un negozio,

nell’ombra di un parcheggio. 

Se solo potessimo,

io e te, 

avere il coraggio,

quello ti manca, 

di perdonarci. 

Sederci a cena, 

aspettando il momento giusto, 

per ridere di qualcosa di stupido. 

Rido, 

ricordando di cosa ridevamo. 

Poi smetto, 

aspetto che passi. 

Smetti di scrivere,

non ti credo. 

Smetti di respirare,

finchè non ti vedo. 

Smetti di amare,

finchè ci credi.

 

Sei

19 Ago

Sai,
sono in un posto bellissimo.
Seduto
solo
senza
niente.
Il rumore del mare,
l’alba,
il freddo senza il sole,
il rumore del mare.

Sai,
Silvia,
solo
senza
te.

Allora ascolto il mare,
guardo le barche,
aspetto l’alba,
e mi faccio salire questa grande cosa.

Che è la nostalgia di
tempo passato insieme,
e forse
del tempo non passato insieme.

Tutti i giorni ti scrivo,
poi cancello,
poi strappo,
lascio che il mare inghiotta le parole,
che tu dovresti leggere.

Anche se non c’è nulla da leggere,
se non,
ascoltare solo quel poco che ho da dirti.
Che sbatte contro quel tanto che ho da darti.

Sai,
mi danno vino e rhum,
mi parlano di altri posti,
per dimenticare te.

Sai,
nessuno dice nulla,
su chi ha ragione e chi ha torto.
Conosco le mie colpe,
a memoria le ripasso,
come questi scogli.
Ci cammino sopra
fanno male,
ma è l’unica strada per saltare

nel mare

Sai,
perso,
pareggio,
ragioni e torti,
seduto,
solo,
semplicemente.

Basterebbe
un po’ di sole,
sai.

Il coraggio della luce calda,
fa sentire meno,
la paura che settembre può fare.

Sai,
ho il corpo rotto,
dalla troppa fatica,
ma non mi stancherei mai,
di restare qui ad aspettare.

Sai,
non ci avrei scommesso nulla,
invece sono,
sei,
saremo,
adesso non siamo.

Dammi un’altra alba così,
per ricordare cosa abbia lasciato,
andare.
Acqua piatta e trasparente,
inutile dire altro a te stesso.
Le cose,
sai,
Sembrano molto più chiare

viste da qui

Non so perché

12 Ago

Non so perché,
ho creduto a tutte le cose che mi hai detto.
Credo ancora, fino alla fine del giorno,
e ancora di notte guardando in cielo,
infilato in un brusio di gente e musica,
che tu sia per me,
la cosa più definitiva,
la salvezza,
la piccola perfezione,
il rumore dell’anima che si appoggia.

Non so perché,
ma quando hai colpito,
mi hai fatto male da morire,
dici di amarmi,
avanti,
fatti avanti.
Vieni a riprenderti ció che è
tuo.
Perché,
lo credo fino in fondo,
può essere solo tuo.
Di nessun altro,
possono essere i respiri,
i sorrisi,
le mani e i capelli.

Non so perché,
ma aspetto che tu,
prima che arrivi l’alba,
venga a riprenderti ciò che è solo
tuo.
Io.

Non so perché
aspettare per non avere nulla in cambio,
respirare per non trovarti,
beccheggiando in un porto che non conosco.

So perché.
Perché ti amo.

Come si ama una vita intera,
come si ama una sola notte,
come si ama una piccola perfezione,
come si vive un viaggio,
come si sente una musica dolcissima,
come,
in fondo,
tutti dovrebbero amare.

Non so perché,
Ma so che cosa sia l’amore.

Puoi,
lo credo davvero,
essere molto per molti,
e poco per pochi.
Ma,
aspetta,
puoi essere tutto solo per me.

Ti amo.
Amo.
Te.

Tutto vive tutto muore

11 Ago

Avanti baby,
non crederai davvero che io
possa restare qui a guardare,
tutto muore.

Le tue bugie,
credi che mi faccia stare bene,
morire appoggiato a questo divano unto,
nuotando in sudore e ricordi?

Avanti baby,
puoi scappare fino a quando vorrai,
a me manca il tempo.
Tutto muore.

Pensi di poter stare bene,
in fondo sopravvivi ai tuoi ricordi,
inseguita dai tuoi fallimenti,
io non voglio buttare tempo.

Il tempo è l’unica cosa che non muore,
il tempo è l’unica cosa che manca.
Prego Dio tutti i giorni,
darmi tempo,
per questa corsa.

Tutto vive,
tu cosa ne pensi?
Credi di stare bene,
di essere sopravvissuta,
tutto muore baby,
tu stai morendo,
sepolta dal tuo passato.

Non voglio buttare tempo,
è l’unica cosa di cui ho paura davvero,
non mi spaventa la morte,
non ho paura di te.

Ma un giorno, svegliandoti da quel torpore,
che chiami docilmente vita,
bene, quando ti sveglierai,
ecco, avrai il tempo,
giusto il tempo,
per sentire di aver perso,

Il tempo e l’amore

Se la vedi

5 Ago

Se la vedi
dille ciao.
Salutala da parte mia.

Di come se n’è andata,
vorrei non ricordare nulla.

Di come mi sia lasciato sfuggire
urlando per dividere
ma respirando per unire,
la sua perfezione.

Vorrei di questo non parlare.

Manca come l’aria.
Quando non riesci a respirare,
quando non riesci a sottostare
a quello squallore che ti insegue.

Passato

Portami via
le dicevo.

Fammi scappare
mi diceva.

Spero non ti dispiaccia,
le dicevo.
Anche se avrei dovuto dirle:
Se lo vuoi davvero,
prendimi e portami via.

Se la vedi,
dille che era, è, sarà,
perfetta

Per me