Archivio | ottobre, 2013

Voci

13 Ott

La vita.
Ad aprile,
con il caldo e le parole.
E troppe sigarette fumate dentro a un portone.
E quel senso strano di essersi persi qualcosa,
anche se non mi sono perso mai niente.
Di te.
Nella mia vita ho fatto molti
errori.
Nella mia vita ho seguito sempre quel vento caldo
che increspa le mie onde,
che rende il mio mare unico.
Aspettavo te,
quel pomeriggio di aprile,
per dirti che avrei fatto di tutto
per accompagnarti ovunque ti avessi voluto andare.
Per farti sapere che non so fare il padre,
ma so essere amico e vicino.
Per te non voglio solo la vittoria,
ma per ogni fallimento saremo in due.
Non voglio tenerti la mano,
ma voglio rotolare con te nel fango in cui cadrai.
Per te, fumando sotto a un portone,
in un caldo pomeriggio di aprile,
pensavo che sarebbe stato bello esser me stesso.
Per te.
Ed è quello che sto facendo.
Lascio che tu scorra nelle vene del mondo,
lascio che tu faccia quello che nessuno vuole che tu faccia.
Aspetto che tu ritorni,
lascio che tu passi,
guardo con te le ombre di un tramonto,
resto in piedi a guardarti,
se mai ti dovessi girare io sono qui.
Ti insegno le cose che non so,
non ti annoio con le cose che so,
rubo sorrisi e sole,
ma ti insegno ad amare pioggia e pianto.
Voglio essere con te,
pensavo in un pomeriggio di aprile.
È quello che sto facendo.
Non sono un padre.
Sono semplicemente qui per te,
e qui resterò.

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