Archivio | dicembre, 2013

Sedili

15 Dic

Seduto, sprofondato,

nella pelle fredda del sedile dietro.

Cristo,

non farmi perdere più tempo,

brutta puttana. 

Dimmi solamente cosa vuoi, 

mentre tutto intorno crolla il mondo,

o almeno il mio futuro. 

Sparami, 

dritto alla testa,

che il cuore lo hai già ucciso, 

e sta sepolto su un sedile di pelle, 

al freddo di una sera. 

Sparami,

negli occhi, 

per non vedere più questo squallore enorme, 

per cui

mi accusi di non saper volare con te.
Uno strano balletto tra due sconfitti,
ma io perdo vita, ricordi e dignità.
Sono un uomo molto stanco,
seduto su questo cazzo di sedile,
disperato senza farlo vedere,
distrutto senza farlo sapere,
sconfitto senza farlo respirare.
Ha un nome questa cosa,
questa crocifissione che mi imponi,
le tue parole come chiodi,
e le mie stupide e stanche mani
che si attaccano alla croce.
Puttana,
sai di esserlo,
fai quello che devi fare,
penso mentre la notte mi scivola via,
insieme ai pantaloni,
insieme ai ricordi,
insieme alla dignità di un sentimento
che puzza di cibo per cani.
Ha un nome questa cosa.
Si chiama sconfitta,
si chiama liberazione.

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