Archivio | marzo, 2014

Respiri con me?

20 Mar

Ho traslocato in tutta fretta,
quattro volte, scatoloni e valigie.
Nel silenzio che solo un bambino saprebbe fare.
Nel caldo che solo un luglio potrebbe dare.
Eppure tu non sudavi.
Eppure tu non sembravi aspettarmi.
Ho deciso di portare le mie cose
tutto quello che ho a parte il mare,
per venire a vedere le nostre vite intrecciarsi.
Non avevo paura.
Di te.
Delle nostre vite.
Tu non mi aspettavi.
Sentivo il silenzio di quella casa
sentivo tutto il rumore dei tuoi passi,
abituati a camminare da soli.
Eppure tu non mi aspettavi.
Ho traslocato le mie cose,
dimenticandomi l’anima,
appoggiata alla moto insieme al casco,
come se dovessi partire di corsa,
come se volessi partire di fretta,
senza nessun piano per tornare.
Perché una delle poche cose che mi ricordo sempre di portare con me,
è la voglia di partire senza voler tornare.
Avrei lasciato tutto,
nel luglio caldo di sole e disastri.
Appoggiato vicino agli scatoloni,
insieme alla mia vita.
Per cucirmi addosso una vita tutta nuova.
Sai come vanno queste cose,
tu non avresti mai fatto il primo passo,
io restavo appoggiato a guardarmi urlare nel telefono tutta la mia rabbia.
E non ho mai avuto così chiaro come in quella notte,
fidati, sono uno che di partenze ne capisce più che di arrivi,
che era il caso di riprendere tutto.
E partire.
L’ho fatto per te.
Arrivare e partire.

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