Archivio | settembre, 2014

DioBono

4 Set

DioBono è una canzone disperata,

che voleva essere una poesia.

Ma ho capito che non son mica buono,

a far delle belle poesie. 

E arriva un’età in cui a meno che tu non scriva belle poesie,

sarebbe meglio smettere. 

DioBono,

se smetto di scrivere cosa cazzo mi rimane? 

Niente, allora vado avanti, 

mi impegno a leggere buone poesie, 

bravi poeti,

ottima gente. 

Che palle, dico,

ma DioBono è questione mica solo di muse, culo e versi.

Che poi a me il culo non manca mica, 

e mi vengon dei versi mica male.

La musa va e viene,

che quando viene è bello,

quando va, ci scrivo sopra. 

E niente,

DioBono,

mi vien da piangere. 

Ieri, a piedi nudi,

camminavo vicino alla Tangenziale, 

che uno mica può scriverlo così com’è.

E mi veniva da ridere, 

che c’ho la musa che va,

e mica viene. 

E va in giro,

tra nuvole, pensieri e lenzuola.

Le nuvole non son mai state mie,

le lenzuola son di un altro,

e i pensieri di una musa 

non sono mai tutti tuoi. 

E che cazzo,

DioBono,

o scrivo una poesia sulla tangenziale

o una poesia su me che rido a piedi nudi davanti all’uscita 7B,

che è anche un brutto incrocio. 

Invece, 

DioBono,

sarebbe meglio di far l’amore, 

sudando fuori tutte le fatiche

come se non ci fossero i pensieri e le nuvole. 

Se no,

poi è ovvio che non c’è nulla di bello. 

DioBono è una canzone disperata

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Ma Dove Sei

1 Set

Ma dove sei,

che ti ho allontanata

perchè tu ti appiccicassi?

Ma dove sei,

che in questo casino,

avevo bisogno di te come il sole ha bisogno dell’estate.

Ma dove sei,

pensa,

pensami,

pensaci,

ma dove sei? 

Butto sassi nel laghetto,

seduto sulla sponda con due barboni, 

e gli aerei che passano a due dita dal cielo, 

e il rumore del traffico,

e il sole caldo,

si può chiamare estate questa?

Vuoi perderti questo spettacolo,

ma dove sei?

vuoi perderti questo spettacolo?

Adesso respiro con calma,

cammino con calma,

piango con calma.

E con calma te lo dico,

ma dove sei? 

L’amore,

come la migliore delle scommesse,

si fa in due.

Come la guerra. 

Come la pace,

come la fine, 

come l’inizio.

Ma dove sei? 

Che in due, 

avremmo lanciato meno sassi,

buttato meno parole,

passato più tempo,

corso meno rischi,

lasciato meno punti sospesi. 

Ma dove sei?

Lancio l’ultimo sasso e vado a casa.