Archivio | novembre, 2015

Che botte, baby!

10 Nov

A volte fai male, Ballerina.

Come pugni.

Ricordo di averne preso qualcuno,

stesso dolore.

Più profondo.

Lo fai con le parole,

parlando sotto voce,

affondando il colpo.

Grazie, Ballerina.

Apprezzo la sincerità,

fa un male enorme,

un bene enorme,

mi stupisce sapere che le tue parole facciano così male.

A volte fai un male enorme, Ballerina,

a volte.

Non perdo la fede che ho in noi,

perchè è un fiore cresciuto nel deserto,

che si nutre anche di questo.

Che botte, cristo Ballerina.

Se un tuo bacio può farmi vivere in eterno,

una tua parola può mettermi in ginocchio.

Odio ammetterlo,

ma è una corrida,

e io sono il toro.

Che non ucciderebbe mai il torero.

Posizione, ammetterai,

sfavorevole.

Per amore, mi lascio infilzare,

il mio torero deve vivere.

Che botte, baby!

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Prestami 

2 Nov

Prestami il tuo sorriso,

teso come un arco,

un arco perfetto,

che scocca frecce che illuminano le mie mattine.

Prestami i tuoi occhi,

che come due punti cardinali,

da oggi mi dicono quale sia la mia rotta.

Prestami le tue guance,

che sento il velluto della tua pelle

come fosse una delle più sicure cose 

della mia vita.

Prestami le tue mani,

che disegnano nell’aria,

magre, sottili, veloci,

appoggiale su di me.

Prestami i tuoi baci,

mi disorientano, mi disordinano,

mi lavano, mi puliscono,

mi amano, mi tengono,

mi saziano, mi vivono,

mi lasciano lì,

finalmente.

Prestami i tuoi fianchi,

voglio aggrapparmi mentre brucio,

consumando il mio fuoco nella pace 

del tuo ventre.

Prestameli di notte,

li cercherò nel buio,

ritrovando me stesso.

Prestameli  al mattino,

voglio assaggiare il tuo sapore,

appena sveglio,

per portarlo come un segreto,

nella mia bocca per il mondo.

Prestami la tua schiena,

la graffierò per sentirmi vivo,

poi ci morirò sopra,

di tutta una vita tu sei la mia.

La mia fine e il mio inizio.

Prestami la tua paura,

per sapermi fermare,

dimenticarti,

nasconderti nelle pieghe della mia vita,

come un sussulto passato.

Prestami la tua voce,

la terrò per me,

come tengo per me i tuoi silenzi,

li misuro con lunghi passi,

ascoltando la musica del tuo respiro.

Prestami il tuo coraggio,

io ne farò un gioiello per noi,

e lo lascerò su una panchina al sole,

perché un altro uomo sappia di cosa sei capace.

Prestami il tuo nome,

lo nasconderò insieme ai nomi,

che io ti ho dato.

Lo chiamerò di notte,

all’ora in cui tu mi aspetti,

perché io vorrei,

sarò forse un giorno,

li accanto a te.

Prestami,

per ultimo,

il tuo bacio più desiderato,

quello con cui mi dici,

senza dirlo,

non so come chiamarlo,

questo incredibile maremoto.

Questa tempesta,

questo vento e queste nuvole,

baciandomi in silenzio,

dirai non ne so il nome.

Io lo so.

Ti amo.

Prestami le tue orecchie e il tuo collo,

terrò il collo tra le mani e ti sussurrerò:

ti amo.

Mai è stato così.

Prestami il tuo presente,

ne farò il nostro futuro.