Archivio | dicembre, 2015

Tre baci

27 Dic

Ho conosciuto una donna, una volta. 

Di lei dicono che sia bellissima.

Lo posso confermare. 

Posso anche dirvi che la perfezione, 

quando esce la sera,

si veste come lei. 

Per assomigliarle. 

Questa donna, ha un nome lungo da regina,

bacia tre volte. 

Perchè lei ha tre baci da dare. 

Uno, piccolo, rapido, nervoso, 

è sempre il primo. 

Non lascia speranza,

si sentono le labbra contratte, 

è nervoso e pieno di dubbi.

È un bacio che è come un avviso. 

Potresti perderti, nei miei baci, uomo. 

Il secondo è un bacio che,

una volta che ci sei dentro, non ne esci più.

È un bacio che fa tutto,

dicono che abbia anche curato persone, animali e piante. 

Labbra morbide e invitanti. 

Che tu dici,

ma è mai possibile che nessuno sia morto, 

di questi baci?

Perchè io,

Dio mio,

rischio ogni volta. 

E ogni volta, 

vorrei che non finissero mai. 

Vorrei avere quei baci solo per me. 

Per sempre. 

Il terzo bacio è un bacio d’addio. 

Sereno, ma fermo. 

Addio.

Dicono le sue labbra. 

Ma tu sai che la rivedrai. 

Ma le sue labbra si preparano sempre al peggio.

E così funziona.

Ho conosciuto una donna, una volta, 

che con questi tre baci cambiava vite e destini. 

Senza nemmeno saperlo. 

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Auguri Ballerina (di stoffa, cotone, di pelle e d’amore) 

24 Dic

Ho iniziato a scrivere questa poesia, 

volendo scrivere un biglietto di Natale.

Adoro i biglietti di Natale,

adoro le poesie,

adoro te.

Così mi son detto, sarà perfetto scriverla. 

Ma poi mi sono dovuto fermare, per chiedermi,

come faccio a spiegare chi sei?

Chi sei per me tu, come si spiega?

Niente,

ho cancellato tutto e ho ricominciato così:

per dirti chi sei per me,

tu che per tutti sei bella, per me sei perfetta,

basta che ti dica che capisco quello che vuoi da me,

da come chiudi le porte.

Da come chiudi le porte,

io capisco cosa vuoi. 

Come quando chiudi piano,

lasciandomi fuori,

che invece vuoi dire: entra, muoviti, e sorridimi negli occhi!

Come quando chiudi con le spalle sconfitte,

che non vuoi che nessuno, nemmeno io, ti faccia sorridere,

perchè ti assale il presente, che come rabbiosa schiuma cancella 

le promesse del futuro.

Come quando lasci la porta appoggiata,

che mi dice, senza che tu parli, entra, baciami, dimmi che mi ami.

Capisco quello che vuoi da come chiudi le porte,

adoro vederti farlo.

Adoro vederti fare tutto, in verità,

dal tuo camminare leggero da ballerina,

con i tacchi che si appoggiano piano sul mondo,

al tuo arrabbiarti con gli occhi e con le labbra.

Adoro il disordine dei tuoi capelli, 

che disturba i miei baci, quasi ti volesse difendere.

Adoro le tue mani,

che mi respingono decise, 

che mi curano,

che mi limitano,

e un secondo dopo mi tengono a te.

Adoro le tue gambe e il tuo ventre,

di madre, di bambina, 

io resterei li per giorni,

forse settimane, 

ad ascoltarti respirare.

Adoro il tuo culo,

che mi ricorda il desiderio infinito che ho,

di sentirti godere.

La tua voce,

invece,

mi fa innamorare da capo,

tutte le mattine.

Quando la sento,

capisco il bisogno che ho di te,

di noi,

della tua perfezione.

È stato buono Dio,

a mettermi in una tua mattina d’estate.

È stato buono il tuo profumo,

la prima volta che lo ho respirato.

È stato buono,

lo è tutte le volte,

il tuo sapore.

Vorrei essere per te quello che tu sei per me.

Vorrei tu mi guardassi come ti guardo io.

Impotente, felice, sazio.

Innamorato.

Vorrei essere un dono,

il dono,

da accompagnare a questa lettera.

Vorrei leggertela sottovoce,

dentro la pace di uno di quei baci che sai darmi.

Vorrei essere una coperta, per proteggerti dal freddo

che farà nei nostri inverni.

Una giacca elegante e sensuale, vorrei essere,

perchè tu possa indossarmi nelle giornate importanti.

Calda che ti protegga dal freddo e dagli sguardi, 

femminile come il tuo ridere di me. 

Vorrei essere, lo sono ogni volta che lo vedo,

una delle camicie che ti sfiorano il collo, i seni, la pancia.

Lo sono, quando ti vedo indossarle, 

perchè vorrei essere io ad esserti sulla pelle,

sottile e leggero.

Vorrei esserlo, per spogliarmi lasciandoti nuda per me. 

Adoro vederti nuda. 

Perchè so che sei la mia passione, l’unica che voglio.

Vorrei essere una casa,

l’unica in cui tu possa tornare.
Vederti felice, esaltata, sorridente, malata, stanca, eccitata, spaventata, pensierosa, serena, sognante, assorta, 

vederti sempre, insomma, 

è quello che vorrei nella mia vita.

Vorrei lasciarti le chiavi dicendoti,

torna quando vuoi, mi basta sapere,

che lo farai.

Prendi le cose che ti servono. 

Torna.
Voglio ridere, sussurrare, respirare, baciare, piangere, urlare, cantare, ballare, scopare,

parlare, iniziare, pensare, fare e disfare, dormire, fare l’amore, educare, crescere, lasciare,

immaginare, sognare, rifare. Voglio tutto questo.

Lo voglio solo con te. 

Vorrei poterti trovare,

ogni volta che il mio cuore ti cerca.

Lo fa spesso, ad ogni ora.

Ti cerca per dirti,

esisto per te.

Ho memoria della tua bellezza, del tuo profumo, delle tue risate e delle tue labbra.

Ne faccio tesoro per le notti come questa,

dove vorrei avere solo te.

Ho memoria di te, nuda seduta, che mi guardi in uno specchio.

E del mio desiderio che finalmente muore nelle tue mani.

Ho memoria dei tuoi respiri, 

che si fanno affannati per seguire le mie labbra. 

E dei tuoi piedi che mi tengono saldo,

dentro a un piacere infinito,

sembra solo tu possa darmelo.

Ho memoria delle tue parole, 

della tua gioia e della tua rabbia. 

Ho memoria di tutto questo,

è la mia gioia, e la mia speranza.

Mi hai dato una cosa,

nessuno lo aveva mai fatto.

L’amore, incessante, 

di una donna, di una bambina, di una madre e di una amante.

Di questo io vivo.

Di questo io voglio vivere per sempre.

Io vivo di te.

Non per te io vivo,

di te io vivo.

.. …

cinque punti, di sospensione.

Come a dire, 

per sempre, Ballerina, per sempre.

Auguri, Ballerina. 

Sei la bellezza dell’amore, 

sei la felicità,

sei tutto.

Auguri.